LA BIRRA DI SOCRATE

Gefferson non aveva avuto figli. In ben 69 anni nemmeno un Gefferson Junior o una piccola Katy da far saltare sulle gambe nei tempi morti del football, fingendo di essere un buon padre e un buon marito.

A pensarci bene, non si era nemmeno mai sposato.

E proprio non sapeva come potesse, ad alcuni, capitare di farlo due, tre, cinque volte, nella stessa vita!

Che gran rottura di coglioni mia moglie Sandrah!” gli diceva Clifford, due sere su tre, mentre, deponendo le stecche del biliardo, si grattava il naso, nervoso.

Ieri è stata da sua sorella, no, tutto il giorno, no, e che ha fatto quando è tornata? “Clifford dobbiamo valutare un percorso di coppia”, mi ha detto, “Clifford, Clifford ci serve un aiuto!”...”

Il Pub Santiago, periferia di Coldwater, era la sola cosa decente nel raggio di kilometri. Da quando aveva aperto, nel Marzo 1987, ne aveva sedate di risse.

E aveva fatto anche un’altra cosa: servire birra. Scorreva a fiumi, nelle gole degli uomini, trovando resistenza solo nelle stronzate che dicevano.

Gli uomini non parlano mai dei loro problemi. Falso!

Gli uomini parlano dei loro problemi solo davanti a una birra. Solo al Pub Santiago, Coldwater, Kansas.”

Con questo primo slogan di 5.7 secondi, recitato dalla voce rassicurante e un po’ ruvida del documentarista in pensione Abramo Meyer, Trent Lewis Dodger, boss ed esperto ante litteram di marketing, finiva in TV per una mesata buona, consegnando al grande pubblico la sua intuizione geniale: un pub per soli uomini, un grande asilo d’America dove i maschi potevano esprimere i propri disagi familiari e lavorativi. Un giardino di luppolo in cui rimestare la propria disperazione e farne uscire la grinta dello stimabile patriarca.

Il breve clip del tubo catodico si rivolgeva alle mogli, alle madri, alle figlie, trascurate da inutili ubriaconi perdigiorno, persi di alcol, di calcio, di corse di cavalli. Attirava l’attenzione delle signore e – qui sta il genio – le convinceva che quel posto fosse il vero riformatorio dei loro rozzi cavernicoli.

Quanto fosse facile si capiva dal secondo pezzo, apparso sul piccolo schermo quattro settimane più tardi: “se il tuo uomo non parla mai dei suoi problemi è perché non beve qui la miglior birra alla spina. La birra del senno, la birra di Socrate!”

Chiamarla truffa mi sembra eccessivo.

Il punto fu che, a parte il boom nelle vendite di mezze pinte, e bionde, e rosse, accadde una cosa senza precedenti: gli uomini, creature semplici, incapaci di strizzare l’occhio alle dietrologie, presero veramente a conversare!

Pur senza una cultura psicanalitica, c’era chi parlava del rapporto col papà anafettivo, chi di quel Natale passato a pregare, quando ancora si poteva credere in Dio.

Si beveva la birra.

Ma entrando al Santiago, più che “glu glu“, avresti sentito “bla bla“.

Incessante, come il suono di un esercito di formiche e sottile come una vibrazione di ali di mosche. Un librarsi di pensieri che escono per la prima volta sulle loro rotaie di voce. Concetti che, come spermatozoi, cercano l’uovo nell’orecchio di un compagno di sventure. Un altro Socrate, che ora, più che di birra, ha voglia di filosofia.

Qualche calo nella vendita di birra si era registrato, non discuto. Ma il locale era sempre stracolmo e se volevi uno sgabello, dovevi portatelo da casa.

Accadde che, una sera, Jerry Lewis Dodger, il nuovo boss, figlio del proprietario, appiccicò un pezzo di carta, scritto con la penna blu.

Il tratto era talmente sicuro che le parole sembravano schizzate sul foglio tutte in blocco, in un unico starnuto dove, al posto dei germi, c’erano grumi di collera.

Se conversi, non versi. La birra non è la tua fottuta psicologa.”

Una cosa è certa: comunicare per slogan era un vizio che la famiglia Dodger tramandava di generazione in generazione.

E tra i clienti, che pur sapevano parlare, non erano in molti ad aver voglia di saper leggere.

Uomini… dovettero imparare pure questo.

Ordinare, pagare, bere. Bere e basta.

Credete che qualcuno gliene disse quattro? Che ci fu una protesta collettiva? Non ci fu. Nessuno alzò un dito.

Gli uomini, creature semplici, incapaci di strizzare l’occhio alle dietrologie, presero veramente a bere e basta.

La birra tornò ad annebbiare le menti, spegnendo incendi prima ancora che potessero appiccarsi nei petti immobili di questi inconsapevoli.

E Socrate non avrebbe potuto essere più incazzato di così.

Sara

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...