Stelle scadenti (monoconversazione)

Guarda in frigo: ci sono scadute le stelle.

Cosa facciamo, le cuciniamo lo stesso?

Sulla scatola c’è scritto 45 minuti in forno ventilato, rigirando ogni tanto. Devono diventare dorate.

A iniziare ora ci viene troppo tardi.

Magari le facciamo per cena, intanto dice: “consumarsi preferibilmente“.

Tu che cosa preferisci?

Ah, se hai voglia di sushi allora vado a cena dai miei.

Le stelle? Buttale via.

Si, lo so che ti dispiace. Però poi non compriamone più.

Che far andare a male il cielo è da pazzi.

Che far andare a male il cielo è da pazzi, ingrati, fuori di testa.

Plastica

Lunghe tratte, e non di mare, ci invitano a essere percorse.

Ora vado, sebbene la tempesta ci sia, stasera.

Ho solo poche cose con me e insieme galleggiamo di dubbi come il Pacific Plastic Vortex, quella chiazza di rifiuti che naviga gli oceani.

Io sono un imballaggio.

Quando finiamo sotto, la pellicola d’acqua sembra scattarci una foto.

Sorridi, amore.

Delle invidie e il tempo perso.

E correre via è tutto ciò che avrei voglia di fare.

Se ci fosse un strada, stasera non avrei gambe, ma pinne.

Ma è solo acqua senza luna e mi sciolgo perché con te mi sento inservibile.